Marzo 24, 2026
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La forza della volontà al centro del dialogo culturale, il libro di Luca Parisoli accende il dibattito

Nella suggestiva cornice dell’Istituto Sant’Antonio di Montalto, divenuto ormai punto di riferimento culturale del territorio, si è svolta la presentazione del libro del professor Luca Parisoli

Un appuntamento che ha saputo andare oltre la semplice esposizione di un’opera, trasformandosi in un momento vivo di confronto e riflessione.

Ad aprire la serata è stato l’assessore alla Cultura Silvio Ranieri, che ha individuato nell’obbedienza la chiave interpretativa del volume: non un concetto passivo, ma una dimensione capace di illuminare il rapporto tra individuo e comunità. Un tema che ha orientato fin da subito il dibattito verso questioni profonde e attuali.

Dopo i saluti istituzionali di Ida Drago, che ha ribadito il ruolo dell’Istituto come luogo di crescita e partecipazione, la moderazione attenta di Natalizia Sinopoli ha guidato il pubblico in un percorso che ha attraversato secoli di pensiero.

La professoressa Viviana Burza ha offerto una lettura ampia e rigorosa, richiamando le radici della cultura occidentale nella patristica, nella scolastica e nella tradizione francescana.
Un richiamo che si è fatto anche critica al presente: nella società dominata dal tecnicismo, ha osservato, si sono smarrite categorie fondamentali come una libertà fondata sulla carità e sull’obbedienza.

A spostare l’attenzione sul piano più interiore è stato l’intervento di Ada Giorno, che ha descritto la volontà come un processo continuo, mai statico. Non un impulso improvviso, ma un lavoro silenzioso e costante: non ciò che si desidera, ma ciò che si sceglie di fare con il proprio desiderio.

Nel suo intervento conclusivo, Luca Parisoli ha riportato il discorso al cuore del suo libro, intrecciando filosofia medievale e psicoanalisi.
La volontà, ha spiegato, è sempre esposta al rischio del male: la caduta non è un evento esterno, ma un atto interiore, una chiusura su se stessi. In questa prospettiva, la tradizione francescana introduce una figura decisiva, quella del “Terzo”: non un’autorità che impone, ma una presenza che orienta e apre alla relazione.

La norma, dunque, non come limite, ma come via; la volontà come processo vivo, mai compiuto, che richiede responsabilità e discernimento. Un’impostazione che trova un sorprendente dialogo anche con la psicoanalisi contemporanea, dove il soggetto è chiamato a prendere posizione rispetto al proprio desiderio.
La serata si è conclusa lasciando nel pubblico spunti di riflessione.

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