Teatro Rossosimona, “Lucciole per lanterne” a Rende e “La distruzione di un amore” a San Fili, le due rappresentazioni del progetto Palcoscenico in scena nel fine settimana
Nuova rappresentazione dello spettacolo “Lucciole per lanterne” domani, 7 marzo alle 20.30, in scena al Palacultura di Rende nell’ambito del progetto Palcoscenico organizzato da Creativa con la direzione artistica di Andrea Solano e cofinanziato dalla Regione Calabria.
Quattro donne, quattro splendide attrici – Barbara Bruni, Alessandra Chiarello, Carla Serino e Daniela Macario – si raccontano senza filtri e senza ipocrisie nel testo scritto da Raffaele Galiero; le loro storie appartengono a tutti, sono il riflesso di un’umanità che si sta trasformando.
Scrive Paolo Mauro, che ne cura la regia:
“Lucciole per lanterne” vuole aprire una finestra sulla vita di persone reali che vivono la loro esistenza nella maniera più naturale, affrontando i problemi non come fossero eventi unici e soprannaturali, ma senza accorgersene, come se la vita vivesse loro e non il contrario.
I nostri personaggi sono manifestazioni fisiche di un pensiero divino, di colui il quale ha voluto che, tutto quello che ci circonda, animato e inanimato, aprisse le nostre coscienze e ci facesse capire che le difficoltà, vere, rilevanti, si trovano nelle cose più banali e non nella costruzione di pensieri e concetti ai quali siamo noi a dare importanza”.
Una produzione della compagnia Teatro Rossosimona fondata e diretta dall’attore e regista Lindo Nudo, che cura anche la direzione artistica della rassegna “Tutti a teatro – Viaggio nei generi teatrali” di casa al teatro “Francesco Gambaro” di San Fili (Cs).
Una stagione teatrale per la quale domenica 9 marzo alle 18 andrà in scena lo spettacolo del musicista Sasà Calabrese dal titolo “La distruzione di un amore”.
Un racconto in musica, reso ancor più completo da contributi audio-visivi, che entra nelle storie d’amore più celebri della canzone d’autore.
Storie anche difficili, come quella fra Mia Martini e Ivano Fossati.
L’amore che non conosce tempo e modo, come quello fra Ornella Vanoni e Gino Paoli. L’amore con la parola “fine” più forte del mondo, come quello fra Dalida e Luigi Tenco.
Un salotto culturale musicale che non solo esplora la “distruzione” un amore, ma celebra anche la resilienza e la bellezza che possono nascere da esso.