A Montalto Uffugo oltre 150 cittadini attendono risposte. L’ing. Marrelli: “Non chiediamo favori, ma equità. L’inerzia ora è una scelta politica”
C’è una periferia che non è geografica, ma istituzionale. Una “periferia dell’attenzione” che a Montalto Uffugo prende il nome di Via Lucchetta, strada residenziale diventata nei fatti un rettilineo ad alta velocità, con seri rischi per pedoni, ciclisti, automobilisti e animali.
Sono passati sette mesi dall’agosto 2025, quando oltre 150 residenti firmarono una petizione, regolarmente protocollata, per chiedere interventi urgenti di messa in sicurezza.
Da allora, però, nessuna risposta concreta è arrivata dall’amministrazione comunale. Il documento sembra essersi perso nei meandri burocratici, mentre il pericolo resta quotidiano e immutato.
A farsi portavoce del disagio è l’ingegnere Paolo Marrelli, che denuncia una disparità di trattamento evidente:
«Non chiediamo l’impossibile – afferma – ma soluzioni già adottate dal Comune in altre zone come Taverna, Settimo e Pianette. La sicurezza non può creare cittadini di serie A e di serie B».
Un principio che appare ancora più stridente se si guarda a ciò che accade nei comuni limitrofi. A Cosenza gli attraversamenti pedonali rialzati sono ormai uno standard in arterie come Via Popilia e Viale Parco, con una drastica riduzione degli incidenti.
A Rende il progetto “Città 30” procede con decisione, grazie a segnaletica LED, dissuasori strutturali e piattaforme rialzate realizzate anche su richiesta diretta dei residenti.
Il confronto è inevitabile e alimenta una domanda politica precisa, rivolta al sindaco Biagio Faragalli: perché Via Lucchetta continua a essere ignorata?
Nel frattempo, Marrelli smonta anche le obiezioni tecniche emerse informalmente dagli uffici comunali, legate al presunto ostacolo ai mezzi di soccorso.
«Esistono soluzioni pienamente conformi alla normativa – spiega – come gli attraversamenti a profilo sinusoidale, previsti dalla Circolare Ministeriale n. 3698/2001».
A differenza dei dossi in gomma, queste piattaforme a rampa dolce consentono il passaggio agevole di ambulanze e mezzi di emergenza, grazie al passo lungo e alle sospensioni pesanti, mentre risultano efficaci solo sui veicoli che viaggiano a velocità eccessiva.
C’è poi un elemento che rende la vicenda ancora più difficile da comprendere. Durante incontri ufficiali, l’ingegnere ha offerto formalmente e gratuitamente la propria consulenza per la progettazione e la supervisione degli interventi, nel rispetto del codice etico professionale che impone di mettere le competenze al servizio della sicurezza pubblica.
Un supporto a costo zero che, in altri ambiti, l’amministrazione non ha disdegnato. Anche questa proposta, però, è rimasta senza seguito.
I costi dell’intervento sarebbero minimi, irrisori se confrontati con le responsabilità civili e penali che l’Ente si assume ignorando un rischio segnalato in modo formale e documentato.
L’appello finale è netto: il tempo delle attese è finito. Dopo sette mesi di silenzio, la comunità di Via Lucchetta non accetterà più rinvii né giustificazioni. Un ulteriore immobilismo, avvertono i residenti, verrà interpretato come una precisa scelta politica di abbandono.
E, assicurano, non ci saranno altre mediazioni né nuovi articoli di sollecito.
Questa volta la richiesta è una sola: risposte. Ora