Gennaio 4, 2025
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“Sud e Magia” di Ernesto De Martino, l’epilogo del libro a cura di Sibilla Ingui

L’analisi del documento etnografico ha messo in evidenza, nelle campagne del Sud, la sopravvivenza dell’ antica fascinazione stregonesca, la connessione con altri tratti magici affini, quali la Possessione e l’ Esorcismo, la Fattura e la Controfattura

Da queste analisi e’ risultato come fascinazione, possessione, esorcismo, fattura e controfattura siano da ricondurre alla insicurezza della vita quotidiana, alla enorme potenza del negativo e alla carenza di prospettive di azione realisticamente orientate per fronteggiare i momenti critici dell’ esistenza e, soprattutto al riflesso psicologico di essere – agito- da con i suoi connessi rischi psichici.

In queste condizioni il momento magico acquista particolare rilievo in quanto soddisfa il bisogno di reintegrazione psicologica mediante tecniche che fermano la crisi in definiti orizzonti mitico – rituali e occultano la storicita’ del divenire e la consapevolezza della responsabilita’ individuale, consentendo in tal modo di affrontare in un regime protetto la potenza del negativo nella storia.

Dall’ analisi etnografica e’ altresi’ risultato come il momento magico non e’ limitato alla bassa magia cerimoniale e non sta in assoluto isolamento rispetto al resto della vita culturale, ma si articola in racconti e formazioni intermedie che concernono il cattolicesimo popolare e le sue particolari accentuazioni magiche meridionali, sino al centro dello stesso culto cattolico.

Partendo dal presupposto che il perdurare del momento magico in una societa’ moderna stia a testimonare contraddizioni e arresti di sviluppo che vanno ricercate nelle stesse forme egemoniche della vita culturale, all’ analisi etnografica ha fatto seguito un’ analisi piu’ strettamente storiografica, indirizzata a misurare la partecipazione dell’ alta cultura meridionale all’ alternativa fra magia e razionalita’ da cui e’ nata la civilta’ moderna.

Seguono poi alcune critiche al Regno di Napoli definendolo “debole monarchia semifeudale” ecc…
…anche per le genti meridionali si tratta di abbandonare lo sterile abbraccio con i cadaveri della loro storia e di dischiudersi a un destino eroico piu’ alto e moderno di quello che fu per loro nel passato…e impallidira’ anche il fittizio lume della magia, col quale uomini INCERTI in una societa’ INSICURA surrogano, per ragioni pratiche di esistenza, l’ autentica luce della ragione.

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