Maggio 7, 2025
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Quando la legalità si impara in tribunale: l’esperienza formativa degli studenti dell’I.C. Montalto Uffugo Centro

“Ciak…un processo simulato per evitare un vero processo”, un progetto per sensibilizzare gli studenti e i giovani

Non è un’aula scolastica quella in cui si sono trovati, ma un vero tribunale.
Non un gioco, ma un processo simulato con tanto di giudici, imputati e testimoni.
È così che gli studenti dell’Istituto Comprensivo di Montalto Uffugo – Lattarico – Rota Greca – San Benedetto Ullano – San Vincenzo la Costa hanno vissuto il progetto “Ciak… un processo simulato per evitare un vero processo”, un’esperienza che va oltre la lezione frontale e diventa educazione civica attiva.

A partecipare quest’anno sono state le classi III A e III E della scuola secondaria di primo grado e le classi IV e V della primaria.

I primi hanno inscenato un processo penale minorile ispirato a un caso di cyberbullismo.
I più piccoli, invece, hanno affrontato la tematica del bullismo con la rappresentazione de “La Maschera”.

Due copioni diversi, ma un’unica intenzione: capire le conseguenze di scelte sbagliate, esplorare il confine tra responsabilità e leggerezza, tra diritto e prepotenza.

Guidati dalla professoressa Francesca Chimenti, i ragazzi hanno vissuto tutte le fasi di un processo, immergendosi in ruoli inediti: magistrati, avvocati, testimoni, imputati. Un percorso impegnativo, ma capace di accendere consapevolezze profonde.

Emozionante anche per chi era tra il pubblico: molti genitori, nel vedere i propri figli calarsi con serietà e convinzione in ruoli così forti, non hanno trattenuto le lacrime.

Il progetto, sostenuto con convinzione dalla Dirigente scolastica Adele Zinno, si è articolato in due momenti formativi: uno per i docenti e uno per gli studenti.

Sono stati affrontati temi attuali come il cyberbullismo, il ruolo dei social, le sanzioni previste dalla legge e l’importanza di riconoscere e prevenire i comportamenti a rischio.

Fondamentale è stato anche il confronto con le Forze dell’Ordine, che hanno offerto esempi concreti su quanto sia facile oltrepassare – anche inconsapevolmente – i limiti della legalità.

A scuola, intanto, il Team Antibullismo ha continuato a monitorare con attenzione il benessere degli studenti, proponendo questionari anonimi e attività preventive.

Il messaggio è chiaro: la scuola non è solo il luogo dove si imparano le nozioni, ma un presidio culturale che educa alla convivenza civile.

In un’epoca in cui i pericoli passano spesso da uno schermo, insegnare a riconoscere e rispettare le regole è più che mai necessario.

E farlo attraverso l’esperienza diretta rende tutto più vero, più forte, più incisivo.

La parola d’ordine è prevenzione.
La via è quella dell’educazione.
E l’IC Montalto Uffugo Centro ha scelto di percorrerla con coraggio.

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