La Regione rinnova l’organismo dedicato ai calabresi all’estero. Tra gli obiettivi del nuovo mandato cooperazione culturale, relazioni istituzionali e promozione del territorio calabrese in Francia
La Regione Calabria rinnova il proprio legame con le comunità emigrate attraverso la ricostituzione della Consulta dei Calabresi nel Mondo, organismo previsto dalla legge regionale 8/2018 e dedicato al rapporto con i corregionali residenti all’estero.
Il nuovo assetto è stato ufficializzato con il decreto n. 40 firmato dal presidente della Regione Roberto Occhiuto. Tra i rappresentanti riconfermati figura il professor Battista Liserre, che continuerà a seguire la comunità calabrese presente in Francia per l’intera durata della legislatura.
La nomina rappresenta una continuità rispetto al lavoro già svolto negli anni precedenti sul piano delle relazioni culturali e istituzionali tra la Calabria e il territorio francese, dove è presente una storica e numerosa comunità di origine calabrese.
Nel messaggio diffuso dopo l’ufficializzazione della riconferma, Liserre ha definito il nuovo incarico «un grande privilegio» parlando anche di «rinnovata responsabilità verso i tantissimi corregionali che vivono in Francia».
Tra le priorità indicate per il nuovo mandato vi è il rafforzamento della rete di collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Parigi, con i Consolati e con gli Istituti Italiani di Cultura francesi, con l’obiettivo di consolidare iniziative di promozione dedicate alla Calabria.
Particolare attenzione sarà riservata alla diffusione della cultura calabrese attraverso eventi e attività istituzionali capaci di valorizzare storia, tradizioni e patrimonio identitario della regione. In questo contesto rientra anche il progetto delle “Settimane Culturali Calabresi”, iniziativa che punta a portare negli Istituti Italiani di Cultura in Francia appuntamenti dedicati alle eccellenze culturali e sociali del territorio.
Con la ricostituzione della Consulta, la Regione Calabria conferma dunque la volontà di mantenere vivo il rapporto con le proprie comunità nel mondo, considerate non soltanto custodi delle radici e della memoria dell’emigrazione, ma anche interlocutori strategici per la promozione culturale e internazionale del territorio.