Unico medico per una vasta utenza, locali inadeguati e mancanza di personale qualificato: l’appello dei genitori per migliorare la situazione del Poliambulatorio di Neuropsichiatria Infantile
Carenza di personale e mancanza totale di servizi, sono al centro delle denunce da parte di alcune famiglie che si rivolgono al Poliambulatorio di Neuropsichiatria infantile di Pianette, frazione di Montalto Uffugo.
La situazione, aggravatasi a causa della presenza di un solo medico che, da solo si trova a gestire una numerosa utenza proveniente da tutta la Media Valle del Crati, registra puntualmente caos e ritardi nelle visite.
La psichiatra Giuseppina Cundari, unica professionista, è costretta a fare fronte a un carico di lavoro eccessivo, affrontando con impegno e competenza una quotidianità molto complessa.
“Vogliamo segnalare la grave mancanza di personale che sussiste presso il Distretto Sanitario di Montalto, ossia presso l’Ambulatorio di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza di Pianette – spiegano alcuni genitori – l’ambulatorio è completamente gestito da un unico medico specialista, la dottoressa Giuseppina Cundari, coadiuvato un pomeriggio a settimana da una figura medica corrispondente.
Per il resto risultano assenti infermiere, Oss, psicologo, logopedista, neuropsicomotricista e personale amministrativo, che nel tempo sono andati in quiescenza senza mai essere sostituiti”.
Le lamentele delle famiglie riguardano anche le condizioni dei locali in cui i propri figli ricevono le prestazioni mediche.
“Si aggiunge anche la mancanza di strutture idonee a gestire i nostri bambini, essendo i locali della Neuropsichiatria infantile allocati, purtroppo, in un corridoio insieme all’ufficio esenzione ticket, al Pua ed ad una parte della Medicina Veterinaria.
Non c’è una sala d’attesa – aggiungono – non ci sono attività ludico-ricreative per i nostri piccoli malati, non sono mai arrivati i test richiesti per valutare i pazienti, cosa più volte segnalata agli organi competenti”.
Una situazione quindi insostenibile, che ha spinto queste famiglie a lanciare un appello a chi di competenza:
”
Di sicuro se questo, giustamente, dovesse decidere di trasferirsi in un altro luogo, a noi non resterà che seguirlo nella nuova destinazione, ma questo è ciò che assolutamente vogliamo scongiurare.
Invitiamo, chi di dovere, a mandarci qui, nella struttura alla quale noi ci rivolgiamo, i giusti supporti, non tanto medici quanto paramedici, così come invitiamo alla riqualificazione degli spazi, vivibili per la Npia”.