Le famiglie; “I nostri figli non possono più aspettare”
Il presidio di Neuropsichiatria infantile dell’Asp di Pianette, a Montalto Uffugo, è allo stremo. Quella che doveva essere una struttura di riferimento per la diagnosi e la cura dei disturbi neuropsichici in età evolutiva, è oggi ridotta a un guscio vuoto. Un solo medico, la dottoressa Giuseppina Cundari, è rimasta a gestire l’intero servizio, sostenendo da sola il peso di un’intera equipe che di fatto non esiste più.
Genitori e caregiver denunciano una situazione ormai insostenibile: «Siamo soli. E chi dovrebbe curare i nostri figli non c’è più», dicono. A mancare sono neuropsichiatri, psicologi, logopedisti, terapisti della neuropsicomotricità, assistenti sociali e perfino personale amministrativo. Senza questi professionisti, il centro non è più in grado di garantire visite, diagnosi, né continuità terapeutica, lasciando bambini fragili e con bisogni complessi completamente scoperti.
I disagi non sono recenti, ma da mesi la situazione ha subito un ulteriore peggioramento.
Nell’aprile scorso, un primo segnale di speranza era arrivato grazie all’impegno della sindaca di Lattarico, Antonella Blandi, presidente della Conferenza dei Sindaci del Distretto Socio-Assistenziale n. 3.
Insieme alla consigliera regionale Pasqualina Straface, presidente della III Commissione Sanità, era stata annunciata una manifestazione d’interesse per il reclutamento di nuove figure professionali, con l’obiettivo anche di riqualificare gli spazi del presidio. Tuttavia, nulla si è concretizzato: la commissione incaricata per la selezione non è mai stata nominata e nessun operatore è stato assegnato alla struttura.
Nel frattempo, le famiglie attendono. Un’attesa che pesa come un macigno, soprattutto per chi convive con disturbi dello spettro autistico, ritardi cognitivi, disabilità neuromotorie. «Non chiediamo miracoli, chiediamo diritti. La salute dei nostri figli non può più aspettare», è l’appello che arriva dai genitori.
A prendere posizione è anche il sindaco di Montalto Uffugo, Biagio Faragalli, che ha partecipato ai più recenti tavoli istituzionali.
Il primo cittadino ha ribadito l’importanza del presidio, impegnandosi a scongiurare qualsiasi ipotesi di chiusura o ridimensionamento:
«Il servizio di Neuropsichiatria infantile è fondamentale per il nostro territorio.
Va tutelato e rafforzato, non smantellato», ha dichiarato.
Oggi, però, il tempo delle promesse sembra essere scaduto.
Le famiglie non chiedono parole, ma azioni immediate: assunzioni, investimenti e un piano concreto di rilancio.
Perché ogni giorno senza assistenza è un giorno perso per il futuro di decine di bambini.
Dietro ogni cartella medica che resta chiusa in un cassetto, c’è un volto. Dietro ogni terapia interrotta, una storia. E dietro ogni ritardo istituzionale, una ferita che si allarga.
Mentre a Pianette la situazione è critica, notizie diverse arrivano da Rogliano.
A seguito di un esposto presentato dalla deputata del Movimento 5 Stelle, Anna Lauro Orrico, che denunciava l’assenza di logopedisti presso il reparto di Neuropsichiatria infantile, l’Asp di Cosenza ha risposto con una nota ufficiale.
Secondo l’Azienda sanitaria, la continuità del servizio non è mai stata interrotta: al momento, operano due logopediste attive dal 30 giugno, mentre dal 1° ottobre è previsto l’arrivo di un nuovo operatore a tempo pieno. Il vuoto temporaneo, spiegano, è stato causato da motivi personali e di maternità della logopedista titolare ma le procedure di sostituzione sono state avviate tempestivamente.