Gennaio 26, 2025
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“La misura eroica”. Recensione del romanzo di Andrea Marcolongo

“La misura eroica” – il mito degli Argonauti e il coraggio che spinge gli uomini ad amare

“Non smetteremo mai di esplorare.
E alla fine di tutto il nostro andare, ritorneremo al punto di partenza per conoscerlo per la prima volta”
.

Una frase che colpisce e che pianta con radici profonde quella consapevolezza che ogni più piccolo passo che compiamo, è di per sè un viaggio e che una volta partiti non torneremo come prima.

C’è un’arte silenziosa e delicata nell’opera di Andrea Marcolongo, una sorta di abito sottile tessuto con la materia di ciò che è grande e piccolo insieme: la misura dell’eroismo, quella che si cela nella quotidianità, nel riconoscimento dei propri limiti.

“La misura eroica” non è un libro che grida, che pretende di essere colto con la forza, ma è piuttosto una carezza, un invito a riflettere sul valore delle scelte, degli atti di coraggio nascosti nelle pieghe della vita.

Il tema centrale del romanzo è il viaggio, esplorato attraverso metafore potenti come il mare, rappresentato come un cammino interiore verso la crescita e la scoperta di sé.

“Il mare è una lingua antica che ci parla.
E le sue parole sono la mappa da decifrare.
Non ha fine, ma infiniti inizi che si chiamano orizzonti.
Conosce l’arte dell’incanto, dello stupore, della paura, dell’impazienza e dell’attesa. Inghiotte navi, offre doni, sorprende in porti che non compaiono sulle carte tracciate da altri che non siamo noi.
E’dolce di onde e crudele di tempeste, la sua acqua è salata come il sudore della fatica, come le lacrime del tanto ridere, come il pianto del troppo dolore”
.

La scrittura chiara e profonda di Andrea Marcolongo, ci accompagna tenendoci per mano lungo un percorso intellettuale che si fonde con la nostra esperienza personale.

La misura, questa parola che affonda le radici nella filosofia greca e nella lingua latina, diventa un concetto da esplorare e da abitare.

Non si tratta però, solo di un ritorno al passato, la scrittrice, è abile nel fare di questa misura qualcosa di vivo, in grado di risuonare nel presente, in una società che ha dimenticato il peso del pensiero lento e meditato.

La dimensione dell’eroismo, che tanto amiamo ma tanto temiamo, si svela come qualcosa di più vicino di quanto pensiamo.

Non c’è posto per l’eroe solitario e perfetto, ma piuttosto per il “piccolo eroismo” di tutti i giorni, quello che si riflette nelle scelte che ci definiscono, nelle battaglie interiori, nel mantenere l’equilibrio tra i desideri e le difficoltà e che riempie di quel coraggio che spinge gli uomini ad amare.

“La misura eroica” non è una lettura semplice, sebbene questo si è portati a credere all’inizio.
Non si accontenta di darci risposte facili.

Ogni capitolo è un invito a entrare in una riflessione più profonda, a cercare un senso che non sempre appare nell’immediato, ma che si lascia scoprire, come un’ombra leggera che solo alla fine riesce a farsi forma.

Con un linguaggio raffinato, ma mai eccessivamente arido, l’autrice ci guida in un percorso che è anche un atto di resistenza: resistere alla velocità della vita moderna, ai suoi consumi, alla superficialità.

La sua “misura” è un antidoto all’effimero.
Ci invita a fermarci, a riflettere, a misurare il nostro eroismo, perché nessuna azione, per quanto piccola, è mai davvero priva di valore.

“La tua nave è progettata per resistere alle tempeste più di quanto lo sia tu, marinaio”.

Non solo un saggio filosofico quindi, ma un inno all’intimità del pensiero, alla ricerca di un equilibrio tra ciò che è giusto e ciò che è possibile, un’ode alla bellezza nascosta nelle cose che diamo per scontate.

“Indicibili sono i colori dell’acqua, perché non si può chiamare per nome la luce che l’accende di giorno – trasparente, blu, cristallo, perla – e la spegne di notte – nero, vino, luna.
Il mare conosce la legge dell’equilibrio tra presenza e assenza che così spesso ti sfugge e ti abbatte nell’attesa di ciò che ancora, solo per ora, non sai.
E che ancora non sei”
.

Un libro che, come pochi, ci riporta a noi stessi e che pagina dopo pagina insegna a riconoscere gli eroi che siamo, che ci ricorda che la meta non è mai un arrivo, piuttosto il punto di svolta, e il senso del viaggio e delle scelte “non è il dove si arriva, ma il perchè si parte”.

“Vittorie e sconfitte non sono affatto il metro dell’eroismo: da millenni eroe è chi decide la sua vita, la sua misura sarà sempre grande perchè sarà quella della felicità”.

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