“La messaggera del sole”, l’inno alla vita racchiuso nel suo messaggio pedagogico
“Chiamala” le suggerì la terapista.
Mamma fece di più.
Si mise in ginocchio, allargò le braccia.
“Giu’… vieni..” Avrei voluto correre, ma questo ancora non mi era possibile.
Ci misi un tempo che mi parve interminabile.
Ma camminai.
La prima battaglia era mia, e festeggiai la mia vittoria stretta tra le braccia di mia madre”.
E’ questo un passo tratto dal libro “La messaggera del sole” di Maria Teresa Sansosti e di Mariadora Vizza.
Un libro scritto a quattro mani ed edito dalla prestigiosa firma di Falco editore.
La fatica letteraria delle due scrittrici, dalla tecnica di scrittura rara e dal contenuto che è un vero e proprio inno alla vita, racconta della breve esistenza di Giusy Stellato, scomparsa prematuramente all’età di 17 anni, raccontata dai suoi occhi, e, grazie alla sua mamma coraggio, gli ostacoli, le difficoltà, il dolore si sono trasformati in forza.
La morte, infatti, ha strappato a mamma Maria Teresa la sua piccola Giusy ma quell’abbraccio resta eterno, tra terra e cielo, frutto di quell’amore assoluto che rende indissolubile quel legame madre – figlio, fino a farlo oltrepassare il silenzio e il buio della morte.
Attraverso queste pagine si percorre la vita della ragazza, le sue difficoltà per la sua disabilità, gli ostacoli, le salite, le lacrime, ma anche le conquiste, quelle piccole ma più preziose, quelle che fanno abbozzare i sorrisi e rendere speciale la quotidianità, la vita, in quell’esistenza unica e preziosa di ogni persona.
La diversità, infatti, non è il negativo della normalità bensì l’irripetibilità e l’unicità che ogni essere umano porta con sé.
Ed è proprio questo il valore pedagogico che il libro racchiude, un libro in cui un’adolescente racconta soprattutto ai suoi coetanei, permettendo loro di far tesoro della sua breve esperienza di vita per apprezzarla al meglio e scacciare via la “noia” che dilaga proprio tra le giovani generazioni.
Il libro, inoltre, vuole essere fonte di coraggio per quelle che madri che, come mamma Maria Teresa, vivono in prima persona la disabilità di un figlio, affinchè guardino sempre avanti con gli occhi dell’amore, perché la vita è un dono prezioso, sempre e comunque.