Un volo leggero e sorprendente verso la mutazione del dolore. Recensione del libro di Luisa Pecora
Se pensiamo al viaggio, si presenta alla nostra mente una meta, un luogo, il movimento, lo spostamento verso un posto che non è quello in cui ci troviamo.
Viaggiare è un verbo che apre orizzonti, e questo vale anche per certi viaggi che non portano altrove, ma in noi stessi.
“Il distacco”, la raccolta poetica di Luisa Pecora edito da “Il Filorosso” è proprio questo.
Luisa Pecora è una poetessa calabrese che vive a Rose, un piccolo borgo ai piedi della Sila, dove studia, lavora, si occupa di volontariato e dei suoi interessi.
E’laureata in Scienze Politiche ed è autrice anche della raccolta poetica “Vertigine d’inchiostro”.
“Il distacco”, sua ultima creatura è da considerarsi un vero e proprio viaggio introspettivo, un cammino che una volta intrapreso non ha dato possibilità di tornare indietro.
Le poesie di Luisa hanno colori, e raccontano dolori che vanno attraversati per essere superati.
Nei suoi versi la poetessa si presenta al lettore nuda e vera nello stesso scorrere del tempo, nella sofferenza, nelle lotte, negli addii e nelle speranze.
Senza armature intraprende il cammino verso sè senza controllo, esce fuori dal tempo, così come è fuori dal tempo la poesia.
La prima parte della raccolta è una presa di coscienza, una metabolizzazione di certi processi di crescita che portano alla consapevolezza e conseguentemente alla separazione.
Da tutto questo nasce il titolo del libro, che pagina dopo pagina è vivo e intriso dell’esperienza che la poetessa ha voluto documentare con la sua penna delicata che sa scavare in profondità per raccontare e raccontarsi.
I versi sembrano petali, si alternano in un “m’ama non m’ama” che Luisa compie e attua prima di staccarsi da tutto e guardarsi dentro osservando attenta le stagioni e il tempo che intercorre e passa.
Le sue poesie sono come i grani di un rosario, una preghiera che racconta e recita al lettore con la sincerità di chi è poeta nella pelle, nella parola.
Le pagine, impregnate di una poetica vibrante e cariche di significato, danzano attorno al tema della rinascita e delle fasi che la anticipano prima che avvenga la separazione da ciò che segna ma va lasciato andare.
La grande sensibilità della poetessa rende vivide le immagini delle sensazioni rimandate dai versi che diventano visivamente tangibili.
Nella seconda parte della raccolta, il distacco è avvenuto e con voglia di vita nuova, Luisa Pecora si lascia andare al racconto d’amore, si rilegge in chiave di colore e tutto è risveglio, tutto si snoda ed è futuro.
“Ho fatto le dovute presentazioni: la me di ieri alla me di oggi…”, questi alcuni dei versi di una delle sue poesie nelle quali canta il cambiamento, la separazione dovuta che ogni essere umano è chiamato a compiere nella crescita, per l’evoluzione dell’anima.
La poesia è un linguaggio universale mai distante dall’animo umano, e questa raccolta testimonia la veridicità di tutto questo lasciando traccia nel lettore e dipingendo tra tanti universi possibili, orizzonti nuovi.
La necessità del verso peotico si fa sempre più forte nel contesto storico in cui viviamo, diventa via di salvezza e Luisa Pecora nella sua raccolta “Il distacco”, ce lo racconta con profonda verità senza tradirsi.
Nel suo viaggio introspettivo accompagna per mano il lettore col fare di chi ha cura di sè e del sentire altrui.
Non torna indietro, attraversa il nero cupo della solitudine e sboccia nello spazio infinito che è solo della poesia autentica.
Ed è proprio questa poesia autentica ciò che contraddistingue l’autrice nel verso e nella vita.