Due giovani promesse della danza, Elisa Russo e Caterina Smeriglio, trasformano il sacrificio in arte e incantano Roma con la loro grazia
C’è un momento, sul palcoscenico, in cui il silenzio si fa sacro.
Lì, dove la luce accarezza il pavimento e l’aria vibra di attesa, due giovani ballerine hanno raccontato la loro storia.
Elisa Russo e Caterina Smeriglio hanno danzato con la grazia di chi conosce il peso del sacrificio e la leggerezza del sogno.
Hanno emozionato la Prima Ballerina dell’Opera di Roma, Rebecca Bianchi, e il Direttore Artistico Alessandro Rende, conquistando un posto tra i 30 talenti italiani chiamati a far parte del progetto artistico Piccoli Prodigi Ensemble, al Molinari Art Center di Roma.
Nella sala, durante l’esibizione si respirava rispetto, ammirazione, magia.
Perché non erano solo passi: erano attese, rinunce, ore di studio consumate davanti allo specchio.
Erano i cuori di due ragazze che hanno deciso di trasformare la danza nella loro lingua segreta.
Questo traguardo è anche un riconoscimento all’Accademia della Danza di Simona Altomare, dove ogni giorno la passione diventa disciplina, e la disciplina diventa arte.
«Siamo fieri di Elisa e Caterina – raccontano dall’Accademia – perché non portano sul palco solo la tecnica, ma la verità.
Hanno dentro un fuoco che brucia e illumina».
Per queste due anime danzanti, Roma è stato solo l’inizio di un viaggio.
Un viaggio in punta di piedi verso un orizzonte di palchi, sipari e sogni sempre più grandi.
Quando la musica si è fermata e il sipario è calato, l’immagine che è rimasta è stata quella di due figure leggere come il vento, due cuori che battevano all’unisono, e la certezza che, a volte, la bellezza più autentica nasce proprio dove il sacrificio incontra la grazia.
Per Elisa e Caterina il futuro ha il profumo del legno del palcoscenico dei teatri e il sapore dolce di un applauso.
Ed è lì, tra le luci calde e i respiri trattenuti del pubblico, che ci auguriamo di vederle danzare sempre.
