Un viaggio nel punto oscuro della guerra, dove anche il più piccolo degli esseri può cambiare il corso del destino
In un mattino del 1945 due voci si incontrano per organizzare un complotto contro Hitler, il destino del mondo si tesse non solo nelle stanze dei bottoni, ma anche nel ronzio impercettibile di un piccolo gruppo di zanzare.
Franz Oppermann, una zanzara, è il protagonista di “Cronache senza gloria – Operazione Aléxandros” di Elisa Ruotolo edito da Marotta e Cafiero, un’opera originale e ben congegnata che ridisegna i confini della narrazione storica, con la grazia e la delicatezza che da sempre contraddistinguono la scrittrice.
L’autrice impreziosisce il suo racconto, oltre che con riflessioni profonde, anche con le proprie illustrazioni, ci invita in un viaggio surreale eppure credibile, dove l’orrore della Seconda Guerra Mondiale si riflette negli occhi di un insetto e dei suoi amici.
Ruotolo con fervida immaginazione, che poggia le sue basi su ricerche approfondite di avvenimenti storici, ci trasporta in un laboratorio di Dachau dove le zanzare non sono solo vettori di malattie, come in effetti nella realtà accadeva nei laboratori della morte dove i nazisti utilizzavano tali insetti per i loro sadici esperimenti, ma diventano, in queste pagine, messaggeri e fautori di speranza e di vendetta.
La spedizione verso il bunker di Hitler, guidata da questo insolito squadrone e arricchita dalle profezie di un ragno saggio, diventa una metafora potente della disperazione e dell’ingegno (degli insetti) di fronte all’orrore e all’indicibile.
“Cronache senza gloria” è un romanzo che si divora con estremo piacere e stupore, un’opera che mostra la guerra da una prospettiva insolita e inedita.
Oltre alla trama avvincente, la scrittrice Elisa Ruotolo ci dona spunti di riflessione che invitano le lettrici e i lettori a guardare la guerra, la natura umana, il mondo degli insetti, delle piccole creature, e il concetto di eroismo da una prospettiva inattesa e assolutamente plausibile.
Attraverso gli occhi curiosi e disincantati di una zanzara, Ruotolo ci spinge a interrogarci sulla banalità del male, per riprendere un concetto caro a Hannah Arendt, ci invita a pensare sulla capacità di resilienza anche nelle forme di vita più insignificanti, come l’essere umano confinato nel suo antropocentrismo considera le zanzare e gli insetti in generale (e non solo gli insetti).
Ogni incontro con il mondo “insettile” diventa allora l’occasione per meditare sulla fragilità della vita intesa nella sua globalità biocentrica, sulla speranza e sulla capacità di trovare un germoglio di ribellione anche nel nero dell’orrore assoluto, com’è ogni guerra.
«Pensano che tutto stia nel sangue. Ma io ne ho assaggiati tanti fuori e dentro il laboratorio, prima e dopo la mia infezione. Talmente tanti che ormai non riesco a quantificare.
Erano un unico grande corpo, anche se parlavano lingue diverse e venivano da paesi tra loro lontani. Erano uguali. Il sangue è sempre lo stesso, ha ogni volta lo stesso sapore. Solo prima si morire» aggiunse con un certo imbarazzo «diventa appena più dolce.»
“Cronache senza gloria – Operazione Aléxandros” è un invito a leggere tra le righe, a cogliere nella leggerezza la profondità, un libro che ha il sapore di una favola e si rivela denso di significati profondi e universali che ci riguardano da vicino, una lettura per tutti grandi e piccini.
Alla fine di questo viaggio, essenzialmente umano, resta una domanda che ronza tra le pagine: in un mondo come il nostro condannato a ripetere i propri errori, a disimparare dalla Storia, quanto siamo disposti a capire davvero la radice della follia e dell’inutilità della guerra e coltivare un germoglio di speranza anche quando ogni fibra di fiducia sembra appassita?