Settembre 4, 2025
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Cosenza in prima linea: gli attivisti calabresi al corteo di Catania per Gaza

Dal porto al Castello Ursino, migliaia di voci per la Global Sumud Flotilla, e Cosenza c’è, con la sua bandiera tra i simboli della solidarietà

C’erano anche gli attivisti cosentini tra le migliaia di persone che ieri pomeriggio hanno attraversato le strade della città etnea per sostenere la Global Sumud Flotilla, la più grande missione civile internazionale mai organizzata per portare aiuti a Gaza via mare e rompere l’assedio israeliano.

Partito dal porto e conclusosi al Castello Ursino, il corteo è stato un fiume compatto di bandiere, cori e striscioni, con un messaggio scandito all’unisono: “Fermiamo Israele”.

La delegazione proveniente da Cosenza ha voluto ribadire la vicinanza della Calabria al popolo palestinese, portando con sé non solo testimonianza ma anche un simbolo: la bandiera bruzia, sventolata alta tra i colori della Palestina, a ricordare che la solidarietà non conosce confini.

«La lotta del popolo palestinese riguarda tutti noi. Anche da Cosenza vogliamo dare il nostro contributo di presenza e vicinanza», hanno affermato i manifestanti.

La Global Sumud Flotilla, composta da una cinquantina di imbarcazioni e circa 300 attivisti, avrebbe dovuto salpare già nei giorni scorsi, ma la partenza dai porti siciliani è stata rinviata al 7 settembre a causa delle condizioni meteomarine.

Tra coloro che parteciperanno alla traversata ci sono figure di rilievo internazionale come Greta Thunberg e l’attore irlandese Liam Cunningham.

Nonostante i sequestri di navi avvenuti nei mesi scorsi e le nuove minacce del ministro israeliano Ben-Gvir, che ha bollato gli attivisti come “terroristi”, la missione procede con determinazione, rivendicando la legalità dell’azione e il sostegno del diritto internazionale.

In una piazza attraversata da migliaia di voci e colori, la presenza degli attivisti cosentini ha avuto un valore forte e simbolico: la solidarietà radicata a Cosenza si è alzata dritta contro ogni vento di ingiustizia.

È stato come intrecciare le strade di Calabria e Palestina in un unico cammino di resistenza e speranza, a ricordare che la dignità umana non ha confini.

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