I piccoli alunni ricordano Ilaria Alpi con un loro elaborato
L’Ic di Montalto Uffugo Taverna – Scalo, guidato dalla dirigente Gemma Faraco, continua a collezionare successi.
I suoi alunni spiccano per bravura, creatività e laboriosità nei vari concorsi a cui vi partecipano.
Proprio come al concorso nazionale “Una stella di nome Ilaria Alpi”, premio in ricordo della giornalista uccisa a Mogadiscio, Ilaria Alpi.
Gli alunni, guidati dalle loro docenti, hanno dato vita a creazioni artistiche che hanno racchiuso tutto il loro pensiero in questo percorso di educazione alla cittadinanza e alla memoria che li ha visti protagonisti.
Una stella grande e luminosa, con al centro il nome Ilaria, a simboleggiare la luce della giornalista che ancora brilla e che la morte non ha spento è stato il lavoro realizzato dagli alunni più piccoli della scuola dell’infanzia.
Gli alunni un po’ più grandi, invece, hanno realizzato un libro che racconta la vita di Ilaria Alpi, un modo originale e coinvolgente per avvicinarsi alla sua storia.
Percorsi educativi a cui l’Istituto scolastico montaltese mira in particolar modo proprio perché la didattica non deve essere solo nozionistica ma finalizzata al confronto, al dialogo e alla partecipazione dei suoi alunni a temi di attualità.
“Sono stati pubblicati gli elaborati del concorso “Una stella di nome Ilaria Alpi” e tra questi troviamo i lavori della scuola dell’Infanzia del nostro Istituto – fa sapere la scuola – gli alunni più piccoli, partecipando al concorso proposto nel trentennale della morte di Ilaria Alpi, sono stati coinvolti in un laboratorio grafico pittorico durante il quale hanno costruito “La stella di Ilaria”.
Le bambine e i bambini di cinque anni hanno, invece, realizzato un libro che narra la vita della giornalista. I nostri piccoli contribuiscono a tenere viva la memoria aderendo alla motivazione dell’iniziativa che la memoria non sia soltanto consuetudine ma responsabilità per far sì che le persone che muoiono non cadano nell’oblio ma continuino a illuminare noi e le nostre generazioni future”.