Vincenzina Calomino: “Duplice lo scopo del convegno: affrontare e contrastare il problema”
Una sala gremita, un coro di voci per dire No alla violenza sulle donne.
E’ partito da Montalto Uffugo il messaggio per sensibilizzare le nuove generazioni, e non solo, al contrasto della violenza di genere.
“Ti amo… da morire!” è il titolo del convegno svoltosi, organizzato dal Comune di Montalto Uffugo, che ha riunito istituzioni, esperti e cittadini ma soprattutto le scuole del territorio.
Di elevata caratura gli interventi, tra cui quello del sindaco Biagio Faragalli e della consigliera comunale Vincenzina Calomino, che hanno puntato a mettere in luce l’importanza di un approccio multidisciplinare al problema.
Poi, è toccato agli esperti, tra cui il criminologo Luca Chianelli e la presidente della Fondazione “Roberta Lanzino” Matilde Spadafora Lanzino, i quali hanno affrontato la grave piaga sociale, evidenziando le diverse sfaccettature della violenza di genere e le strategie per contrastarla.
L’attenzione dei presenti è stata, poi, catturata dall’intervento della psicologa Maria Esposito, di Marina Lento, delegata Cif Montalto, e di Francesca Mirabelli, docente ed editore della nostra testata “Montalto Uffugo News”.
“I ragazzi hanno dimostrato una grande consapevolezza e sensibilità – ha commentato la consigliera comunale, delegata al Welfare, Vincenzina Calomino, promotrice dell’evento, insieme al patrocinio degli altri comuni dell’hinterland – e sono importanti eventi come questo per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla violenza di genere.
Di grande impatto emotivo è stato il monologo di Davide Carpino, che ha richiamato l’opera di Ruggiero Leoncavallo.
È stato, dunque, un convegno emozionante – conclude Vincenzina Calomino – soprattutto per le testimonianze personali che hanno messo a nudo la sofferenza di molte donne. L’obiettivo di questo convegno è duplice.
Da un lato, vogliamo dare voce alle vittime di violenza, dall’altro, vogliamo educare la comunità all’importanza di prevenire e contrastare ogni forma di abuso”.
Ad arricchire il tutto la presenza della Polizia di Stato, con il progetto “Camper”, che ha evidenziato l’importanza della sinergia tra istituzioni e società civile nella lotta alla violenza sulle donne.