E se Montalto fosse stata parte del progetto della città unica?
Ieri, con il referendum sulla fusione dei comuni di Cosenza, Rende e Castrolibero, la cittadinanza ha scelto di dire “No” al progetto della città unica
La bocciatura dovrebbe suonare come una scossa per tutti i protagonisti politici che hanno animato invece il comitato a favore dell’unificazione delle tre città, dal Presidente della Regione Calabria, On. Occhiuto (Forza Italia) ai consiglieri regionali del PD.
Ed ora cosa accadrà?
Il sogno di una grande metropoli calabrese si fermerà qui, rispettando la volontà popolare, o si tenterà di portare avanti il progetto in altre forme, ignorando il messaggio dei cittadini?
Il GPM – Gruppo Politico Morfeo – solo per mero esercizio di riflessione, vuole esprimere il proprio pensiero in merito.
Nel dibattito sulla città unica, un attore fondamentale è rimasto ai margini: Montalto Uffugo.
La sua esclusione ha verosimilmente privato il progetto di una visione più ampia, capace di considerare non solo il centro urbano ma anche le aree in crescita e i nodi strategici dell’intera regione.
Cosa sarebbe successo se Montalto fosse stato incluso nel progetto fin dall’inizio? Come avrebbe influito la presenza di un territorio in costante crescita demografica, capace di attrarre nuovi residenti e con una posizione geografica che lo rende un ponte naturale tra il cuore dell’area urbana e la Sibaritide?
GPM, solo – lo ripetiamo – per mero esercizio di riflessione, vuole sottolineare
la centralità che avrebbe potuto avere il nostro comune all’interno del dibattito e che (ahinoi!) è stato invece relegato a porta d’ingresso di questa nuova “metropoli”.
Includere Montalto Uffugo nella progettazione della città unica non sarebbe stato solo un esercizio amministrativo, ma una scelta strategica per il futuro dell’intera regione.
La sua posizione, i progetti in corso e le potenzialità economiche ne fanno un tassello indispensabile per una visione di sviluppo territoriale capace di guardare oltre i confini comunali.