Un’opera collettiva fatta di lana, colori e tradizione: la comunità decora piazza e vicoli per celebrare l’Immacolata e riscoprire il valore dello stare insieme
In Calabria, l’8 dicembre è da sempre il giorno che apre le porte al Natale.
E quest’anno, a Lattarico, la magia sarà ancora più intensa e più alta.
Questa sera, alle 19:00, nel cuore del paese, verrà acceso un albero davvero unico: un’opera collettiva fatta di centinaia di quadrati di lana lavorati all’uncinetto dagli abitanti, in un mosaico colorato che racconta appartenenza, memoria e creatività.
I lavori per gli addobbi natalizi hanno visto la partecipazione attenta ed entusiasta di cittadini e volontari.
In prima linea, a seguirne le fasi, la sindaca Antonella Blandi.
Lattarico, con i suoi due centri storici che si arrampicano sulle colline affacciate sulla Valle del Crati, custodisce un patrimonio architettonico e umano che negli ultimi anni sta riscoprendo una nuova vitalità.
Vicoli stretti, piazze raccolte, portali antichi: è qui che la comunità ha scelto di far rinascere il Natale, trasformando il borgo in un percorso di luci e di emozioni.
Questa edizione natalizia porta anche quest’anno la firma della sindaca Antonella Blandi, che ha coinvolto tutto il paese in un progetto semplice e allo stesso tempo straordinario: non solo addobbare la piazza principale, ma ridare vita ai vicoli, decorandoli insieme, come si faceva un tempo, con l’orgoglio e l’affetto di chi sente il proprio borgo come una famiglia allargata.
Ma il vero cuore dell’iniziativa è l’albero.
Un albero che non nasce nei boschi, ma dalle mani della gente e che per questo Natale sarà ancora più alto, quasi a voler mostrare quanto l’unione e la collaborazione possano sfiorare quasi le stelle.
Quadrati dopo quadrati, punto dopo punto, donne di ogni età — dalle bambine alle nonne, tutta una comunità — ha lavorato per comporre un grande patchwork di colori che quest’anno ha permesso di realizzare un piano in più dell’albero creato lo scorso anno.
Ogni “mattonella” è un frammento di storia: una serata passata insieme, una chiacchiera sul balcone, un ricordo di famiglia, una tradizione tramandata.
Il risultato è un abete che non brilla soltanto per le luci, ma per il calore umano che contiene.
L’accensione di questa sera non è solo un momento simbolico: è il ritrovarsi dopo un anno impegnativo, è il desiderio di custodire i valori più autentici, è la consapevolezza che un paese può crescere solo se resta unito.
L’albero all’uncinetto diventa così un manifesto: un invito a non perdere il legame con le proprie radici, a credere nella forza del “fare insieme”, a trasformare la tradizione in futuro.
E mentre il borgo si illuminerà, Lattarico mostrerà ancora una volta la sua anima: quella di un luogo capace di reinventarsi attraverso la cura, la collaborazione e la bellezza dei piccoli gesti condivisi.
Questa sera non si assisterà a un evento, si entrerà dentro un racconto.
È l’occasione per vedere come un borgo può trasformarsi attraverso la creatività della sua gente, capace di reinventare le tradizioni con un gesto antico come il lavoro all’uncinetto.
È l’opportunità di attraversare vicoli decorati non da luci impersonali, ma da segni d’amore: lana colorata, mani che lavorano, cuori che battono all’unisono.
Ogni decoro è una presenza, un pensiero, una promessa che il paese fa a se stesso.
È il momento per sentirsi parte di una storia che unisce passato e futuro, tradizione e rinascita, perché questo Natale non è qualcosa da guardare, ma da vivere.
A Lattarico, la luce non arriva solo dai fili elettrici, ma dai gesti condivisi, dalla volontà di ritrovarsi, dalla forza di un’intera comunità che sceglie di camminare insieme.
La sindaca Antonella Blandi ha dichiarato:
“ Stasera si accendono le luci di questo albero di Natale di “comunità”, realizzato da tutti, un qualcosa che unisce con l’auspicio di riuscire a fare tante altre cose che caratterizzano i nostri territori e i nostri borghi che sono ricchi di cultura e di tradizioni da tramandare.
Con grandi sacrifici comuni, i cittadini cercano di portare avanti tutto questo a volte senza sostegni, con autofinanziamenti, quindi reso ancora più bello perché dietro le quinte ci sono tanti sacrifici, nottate, senza far mancare allegria.
Si sta insieme volentieri e si attende questo giorno dell’accensione proprio per ammirare questa meraviglia, che così come lo scorso anno, sicuramente verranno a vedere in tanti.
Quest’anno il nostro centro storico si è arricchito di tante luci, una parte realizzata con l’aiuto dei ragazzi del servizio civile. Abbiamo cercato di illuminare tutti i vicoli portando la luce dove non è mai stata, dove abitano le persone più anziane del nostro comune. Chiaramente non siamo riusciti a farlo in tutto il centro storico ma è un buon inizio.
Tutto è molto bello e suggestivo, è un borgo da visitare.
Ovviamente in molti hanno addobbato le proprie case e quindi il tutto è stato un lavoro di coinvolgimento di tutta la comunità ed è questo che l’Amministrazione comunale di Lattarico voleva raggiungere e realizzare”.
Fili di lana, quindi, mani che si intrecciano, vicoli che si trasformano in corridoi di luce e di vita, è questo il Natale di questo piccolo paese della Valle del Crati — un Natale che scalda, che unisce, che resta.

